Dicono di LEI


 Non ho mai letto libri così violenti e così senza tabù, a dimostrazione di come la Teodorani sia l’unico vero scrittore (proprio così, senza genere sessuale) horror italiano.
Luca Melegari,  «Pollicino Gnus»

Occhio ragazzi, questa è roba forte!
Almanacco Dylan Dog 2008 

Alda Teodorani, la dark lady dell’horror italiano che mi ha personalmente fatto scoprire il concetto a me sconosciuto d’insonnia, costringendomi nel contempo a guardare mia moglie con occhio diverso. Un bel colpo alle convenzioni, all’educazione ipocrita, alla letteratura scolastica e per bene.
Danilo Arona Carmilla online

Alda Teodorani si conferma il miglior talento fra tutti gli autori post-cannibali. Che il Signore (delle Tenebre) la protegga. 
Bruno Ballardini, «Singles»

Altri autori sono passati direttamente in libreria: è il caso di Jeffery Deaver (The sleeping doll, 2007; trad. it. La bambola che dorme, 2007), Clive Barker (Cold heart canyon, 2001; trad. it. Il canyon delle ombre, 2003), Patrick McGrath (Trauma, 2007; trad. it. 2007), ma anche di Alda Teodorani, incontrastata regina dell’horror italiano (La vie en rouge, 2006).


Carlo Bordoni, Il romanzo di consumo - Treccani.it - XXI secolo

Che cosa accade quando l’altra metà del cielo comincia a guardarsi nello specchio scuro dell’horror, un genere violento e metropolitano che si è abituati a considerare tipicamente maschile? Succede, per esempio, che Dario Argento, maestro indiscusso di truculenze cinematografiche, dichiari senza mezzi termini: Le storie di Alda Teodorani somigliano ad alcuni dei miei incubi più profondi, e c’è da credergli: Le radici del male (...) è un concentrato di sesso e sangueun delirio circolare, orchestrato in tre parti che fra stupri, squartamenti, sadici voyeurismi, piste di coca intrecciate a quelle dell’indagine, non lascia spazio a nessuna redenzione.
Roberto Barbolini, «Panorama»

Alda Teodorani è, tra il manipolo di scrittori inclusi anni fa nella fortunata antologia Gioventù Cannibale, l’unica a essere rimasta assolutamente fedele al genere horror. Ed è anche l’unica, seppur oscurata da nomi più altisonanti e modaioli, ad avere espresso nella sua scrittura un approccio genuinamente “cannibalesco”, del tutto privo di freni inibitori, inquierante al limite del raccapriccio. Come accade in Burroughs, ed altri grandi visionari, l’atrocità delle immagini della scrittrice fa pensare a situazioni vissute, nel mondo reale o nella realtà psicologica tra sogno e delirio, più che a semplici invenzioni
Vittore Baroni, «Pulp»

I personaggi che si possono trovare in queste Cronache del dopobomba teodoraniche sono assolutamente surreali, meravigliosamente descritti nel dettaglio. Come “Giò il  transessuale, ringhio, bocca sdentata senza labbra, guancia butterata, vagine artificiali su tutto il corpo collegate a terminazioni nervose, la sua nuova pelle gli si avvizzisce addosso come una foglia secca. Giò si è schiantato con la sua auto e dopo l’incidente sente nell’aria odore di morte, il suo sesso e la sua vita sono diventati tutto un ammasso di ceneri”. Elle, la compagna, un lavoro normale, un amore puro e anomalo; Simpson, un politico corrotto con i Tic; un attore scadente, Schwarz; Lisa la vigilantes e altri personaggi come Toby e Bruce; tutti contribuiscono ad animare l’universo teodoranico con le loro caratteristiche, il loro modo di vivere e il loro particolare modo di morire. Attraverso questi personaggi Alda ritrae un mondo futuro consumato, dalla psiche corrotta e deviata, a causa dell’oppressione esercitata dalla dittatura dei potenti di Cinecittà.
Un affresco malato quello di Alda e un libro di grandi verità, di citazioni su incredibili pagine del cinema da L’abominevole Dottor Phibes  a Operazione paura per chi, come me, ama un certo tipo di cinematografia.
Luigi Bonaro, nerocafe.net

Alda Teodorani, scrittrice contemporanea che ha spaziato in vari generi: ibridazioni tra horror, noir ed erotismo. Nelle sue opere(tra cui Giù nel delirio,Sesso col coltello,Organi,Belve) i protagonisti sono asserviti alle loro pulsioni, al desiderio, e cercano di soddisfarli servendosi di metodi perversi e subdoli. Essi attraversano lande oscure e desolate ma pullulanti dei fantasmi generati dall’ inconscio.
Cristiano Caggiula Desiderio come sesso, delirio e amore 

Questo è il libro che vi consiglio per l'estate: Incubi di Alda Teodorani, un affascinante diario metafisico dalla più brava scrittrice horror italiana. 
Inoltre, se non bastasse, io figuro tra i protagonisti di un capitolo! A voi scoprire quale... 
Claudio Calia, su nuvoleonline.it

Alda Teodorani ha precisato un suo personale universo narrativo […] Esaurite le effimere stagioni editoriali di «cannibali», «pulp» e così via, resta – riteniamo – la scrittura postmoderna e acuta, pungente, di un’autrice che usa il bisturi (è il caso di dire) per portare allo scoperto nervi, e organi, della condizione esistenziale moderna.
Vittorio Catani, «Gazzetta del Sud»

Un luogo di volta in volta allucinato, estremamente violento, crudele, disincantato, denudato, autistico, di solitudine e incomunicabilità quasi totali, nel quale tuttavia non mancano momentanei abbandoni, lontani barlumi. E' l'universo narrativo di Alda Teodorani, una scrittrice che da più d'un decennio scava nel fondo della sua psiche per restituirci frammenti di una sorta d'anti-utopia, che come tutte le antiutopie è semplicemente lo specchio distorto (ma non sappiamo fino a che punto) del mondo in cui viviamo.
Vittorio Catani, «Corriere della Fantascienza»

Alda è una donna che sa soffrire e una scrittrice che sa materializzare incubi maschili e femminili con assoluta, irritante padronanza. Alda è una mia amica che continua a migliorare la sua cifra letteraria, meritando i riconoscimenti internazionali che riceve e che evita di pubblicizzare. Alda fu tra i fondatori del movimento neonoir italiano, quello al quale Crimen deve l’ispirazione di far cronaca guardando le cose "con gli occhi di Caino".
Blog Crimen

La Teodorani […] ha saputo esplorare realtà , incubi e inconscio […] componendo un’inquietante sequenza narrativa nera.
Luca Crovi, «Delitti di carta nostra»

Per illustrare il problema dell’ostilità, vale la pena citare il racconto di Alda Teodorani intitolato E Roma piange (antologia Gioventù cannibale) che presenta la storia in cui un anziano assume un barbone come “spazzino” ovvero un sicario che dovrebbe eliminare tutti gli stranieri del suo quartiere:
Mi sono stancato della gente che mi pulisce i vetri ai semafori e di quelli che mi vogliono
vendere gli accendini. Dei negri, degli zingari, compresa quella che mi ha rubato il portafoglio (…) Ti dico cos’ho fatto io: l’ho presa per la camicetta, mentre stava per scendere dalla metropolitana. L’ho trascinata con me e nessuno, dico nessuno, mi ha fermato, e nessuno si è voltato a guardarmi.
Come vediamo, la punta dell’intolleranza si rivolge indifferentemente contro tutti i forestieri, anche quelli che non lo meritano, persone oneste che lavorano sodo, l’unica colpa dei quali è quella di essere l’“altro”, il diverso. (...)
Alda Teodorani è autrice di un’interessante descrizione di una stazione ferroviaria. Nel racconto E Roma piange (Gioventù cannibale) la scrittrice ritrae la stazione Termini come “un grosso ragno che inghiotte tutto”. Il paragone con un animale che con la tela tesse tutto il territorio della città chiaramente rappresenta l’estensione del suo potere sinistro su tutta l’urbe. Siccome la stazione costituisce uno spazio anonimo e impersonale, di conseguenza anche la capitale dello Stato acquista le particolarità del nonluogo e diventa una metropoli priva di alcun significato simbolico. (...)
Bisogna accennare al fatto che i delitti hanno luogo non unicamente al buio o in ore imprecise, ma talvolta avvengono pure alla luce del sole. Tale situazione presenta Alda Teodorani in Una questione di genere (Anime nere reloaded) che descrive il reato compiuto addirittura sotto il sole di agosto, in un “rovente mattino" Forse è proprio l’afa che spinge l’uomo a uccidere la sua ex amante: “L’urlo esplode da dentro, potente e primevo. La voce della belva ancestrale di cui nessuno ha mai sospettato l’esistenza”. La bestia, quindi, si è fatta viva in maniera imprevedibile,
magari stimolata dalle circostanze sfavorevoli del caldo infernale.
Agnieszka Domaradzka
Uniwersytet im. Adama Mickiewicza w Poznaniu
Wydział Neofilologii
Instytut Filologii Romańskiej 
Leggi l'intero articolo a questo link

Gli omicidi plurimi di donne e bambini insistono su visioni deplorevolmente brutali, raccapriccianti, stomachevoli, orrendi spettacoli i cui spettatori sono armati di sconecrtante impassibilità.Un mondo disincantato, denudato nella sua bestiale crudeltà, in cui l'uomo è rapace predatore, autore di violenze sessuali e mercante di donne e bambini; vittima delle follie di una mente sofferente e malata, alimenta lo squallore della prostituzione, della droga, della morte, il piacere perverso del sadismo. Un mondo di cui l'autrice rappresenta, con abilità e straordinari effetti sul lettore, la visione deformata della realtà, lo sconvolgimento della vita, l'impossibilità di un barlume di redenzione, il fatale non ritorno per chi ha oltrepassato i limiti e rinunciato alla libertà morale. 
Simonetta De Bartolo, dalla recensione a Le radici del Male, su Kult Underground

alchimista e indiscussa Regina Nera del giallo italiano degli ultimi tempi (...)
La vicenda riecheggia di ossessioni, malsane manie, deliri di droga e sensazioni che sembrano uscire direttamente da un film splatter. Il sangue scorre a fiumi, riproposto in macabri rituali fotografati da un reporter schiavo del sesso e della droga. Antonio, l’io narrante della prima parte, ritrova le immagini dei delitti di cronaca nera che un misterioso individuo gli segnala in esclusiva sulle tele di una pittrice come lui coinvolta in una vicenda dai toni cupi e angoscianti. (...) Le radici del male è un romanzo cinematografico, visionario, profondamente impregnato dalla malsana follia dei migliori film argentiani, una lunga scossa che si ripercuote nel lettore come un diapason.
Stefano di Marino «Il Giallo Mondadori»

... Parlavo di coerenza, e le opere che si sono susseguite nell’arco ormai di un decennio (da Giù, nel delirio a Organi, fino a questo Belve apparso in Francia prima che in Italia) la hanno ampiamente dimostrata. Ma hanno dimostrato qualcosa di più: l’esistenza di una vera e propria poetica (...) Dico solo che su Alda Teodorani gravano una condanna e una speranza. La condanna è che il fatto che una donna tocchi corde tanto proibite continuerà a lungo a non esserle perdonato (nel suo caso, persino la bellezza diventa un handicap e un incitamento all’aggressione). La speranza è che un domani, quando si indagherà su chi in Italia, nei nostri anni, scriveva horror dotati di tutti i crismi dell’intelligenza e della dignità letteraria, il suo nome sarà il primo a salire alle labbra. 
Valerio Evangelisti, Sotto gli occhi di tutti: ritorno ad Alphaville

Alda Teodorani, , perfida dark lady dalla fantasia impregnata di sangue e veleno
Matt Fucile, Horror 2000, Tunnel, 1997

Alda Teodorani (...) alla quale appartiene il merito di aver scritto i testi più violenti e popolari, presenta innanzitutto, il «punto di vista di Caino» ossia la prospettiva dell’assassino. Un ottimo esempio costituisce il racconto E Roma piange della raccolta Gioventù cannibale che presenta l’ottica del sicario, «spazzino», come lo si chiama nel testo, assunto da un signore anziano malato di cancro, che non vuole più guardare per strada la gente povera che pulisce i vetri o vende gli accendini.
Agnieszka Firlej in Studia Romanica Posnaniensa
UAM Vol. 37/1 Poznań 2010 Università Adam Mickiewicz, Poznań

Un libro che racconta visioni, allucinazioni, mostri e deliri. Un viaggio che ripercorre le mappe del genere horror-noir e accompagna per mano il lettore in un profondo abisso senza fondo. La grande Alda Teodorani ritorna e ci regala Incubi, il suo ultimo romanzo breve... 
Stefania Gentile, delirio.net

È vero, queste pagine sono un lungo incubo. Ma si sbaglierebbe a confinarle nelle strettoie del genere “nero” o addirittura dello “splatter”. In realtà siamo di fronte soprattutto a un romanzo erotico. (...) Certo, è un romanzo d’amore molto anomalo, fondato su un susseguirsi di amplessi dalla conclusione quasi sempre sanguinaria. Le riflessioni dell’assassino, così come degli altri personaggi, sempre in prima persona ma da punti di osservazione diversi) si snodano spesso nel linguaggio dei pornofumetti, e Alda Teodorani riesce a rendere con abilità sensazioni e ragionamenti maschili, inevitabilmente orientati a trarre piacere dalla sofferenza altrui. Gli uomini che appaiono nel libro cercano donne inanimate, addormentate. Morte. (...) siamo di fronte a un vero e proprio erotismo della crudeltà. E forse Alda Teodorani nasconde dietro tanto sangue un moralismo da racconto filosofico. Le radici del male, infatti, incentra consapevolmente il suo sguardo sulla violenza che continua a contraddistinguere i rapporti interpersonali di fine millennio, soprattutto i rapporti tra i sessi.
Fabio Giovannini, «Il Manifesto»

Le note incluse in appendice, in questo senso, permettono al lettore di discernere - ma solo a posteriori - le verità celate all'interno dell'irrazionalità onirica, e perfino di cogliere (forse) tutti gli innumerevoli rimandi di stampo metalinguistico disseminati all'interno del romanzo: un nutrito carnet di pellicole, libri e dischi che figurano nel corso delle cento pagine o ne hanno in qualche modo accompagnato la stesura. Dal canto mio, naturalmente, preferisco credere che ci sia molto, molto altro da scoprire, e anzi ne sono più o meno sicuro (i sogni sono irrazionali, Alda Teodorani no). Illustrazioni di Giampiero Wallnofer e copertina di Dino Valls per un'ennesimo capitolo da divorare immediatamente, che sminuirà la vostra accezione della parola impossibile. Se così non fosse - del resto - ora non potrei affermare con assoluta certezza che una di queste ultime notti ho parlato con un personaggio di questo libro all'interno di un cunicolo sotterraneo. E vi assicuro che non sono mai stato più serio di così. 
Simone Lucciola, Lamette

... interessante è la percezione dark e scapigliata della vita come attesa straziante e spaventevole, come continua difesa dai molti demoni personali, come proiezione luttuosa e speranza di salvezza. In particolare la relazione amorosa assomiglia in queste pagine a una guerra cruenta, a un’aggressione febbrile, a un atto cannibalesco ed erotico insieme. Tanto che l’utopia più alta è semplicemente quella di «un rapporto dove non ci sia uccisione». Per la Teodorani, libertaria, mite, non-violenta, vegetariana, la realtà si manifesta dostoevskijanamente attraverso situazioni limite, richieste estreme e non tanto negoziabili. Forse l’umanità attuale è ormai disposta a metabolizzare ogni cosa e si è fatta insensibile allo choc. 
Filippo La Porta, «Avvenimenti» 

Ieri son stata ad un convegno sulla letteratura noir.......ehm........sono arrivata quando era praticamente finito, ma in compenso ho potuto salutare Alda Teodorani, di cui sono estimatrice. Alda, come ho scritto nel link che la riguarda, è la 'dama noir' della letteratura italiana contemporanea.....i suoi romanzi sono stilettate. Colpi di rasoio.Crudi, sanguinari. In una parola:estremi. Io l'ho scoperta per puro caso, andando ad una sua presentazione. Il romanzo s'intitolava 'Le radici del male', ed è in effetti una sorta di discesa agli inferi, in una spirale in cui si intrecciano amore, sesso e violenza. Da allora siamo rimaste in contatto, e cerco di seguirla nelle varie iniziative che la riguardano. Ieri, per esempio, era relatrice di questo convegno - doveva intervenire anche Dario Argento, ma, a quanto ho saputo, non è più venuto - e purtroppo, causa la mia cronica mancanza di puntualità, sono arrivata ai saluti finali. La cosa più straniante è stata che questo convegno - sul noir - si svolgeva in una location quantomeno insolita, visto l'argomento: la sala Odeion della Gipsoteca dell' università La Sapienza! 

Tra le decine di chiamate ricevute giornalmente al numero verde, ci fa piacere condividerne una, particolarmente interessante.
Ci ha contattato la Sig.ra Vanessa chiedendo se avessimo degli altri libri della scrittrice Alda Teodorani, forse una delle poche scrittrici "horror" italiane. Come vuole la prassi abbiamo informato la signora che stava chiamando la sede nazionale del network e che per avere informazioni sulla disponibilità di articoli specifici avrebbe dovuto chiamare direttamente il punto vendita più vicino.
A quel punto ci racconta la sua storia: "Vede, io sono un'appassionata di romanzi horror e trovo particolarmente attraenti i libri di Alda Teodorani. Acquisto molti libri tramite Ebay e mi sono imbattuta in un'opera della Teodorani, appunto, che non avevo ancora letto. Il prezzo proposto per questo libro usato era di 12,00 Euro e ho deciso di acquistarlo. Arrivato il libro ho notato che vi era applicata l'etichetta di Mercatopoli e che il prezzo riportava un costo di soli 80 centesimi. Incuriosita ho chiamato il numero verde di Mercatopoli per sapere chi siete e come fate a far prezzi così bassi!"
Sito di Mercatopoli 😇

Alda Teodorani è una delle rare autrici italiane che sappiano calarsi perfettamente nelle perversioni della mente maschile, in particolare quella di un serial killer ossessionato dal sesso e dalla morte.
Aa.Vv. Vivere per uccidere, Calusca, 1997

... il Gruppo 13 (...) nasce a Bologna, e un motivo ci sarà, per iniziativa di Carlo Lucarelli, Loriano Macchiavelli e Alda Teodorani. All'inizio è costituito da Pino Cacucci, Massimo Carloni, Nicola Ciccoli, Danila Comastri Montanari, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Lorenzo Marzaduri, Loriano Macchiavelli, Gianni Materazzo, Sandro Toni e da due illustratori: Claudio Lanzoni e Mannes Laffi. Dodici, perché Alda Teodorani, dopo aver dato il suo contributo all'idea del Gruppo, sparisce dalla mia circolazione e la rincontrerò anni dopo, già avviata lungo la sua strada. 
Loriano Macchiavelli, su Thriller Magazine (intervista di Maddalena Bonaccorso)

Alda Teodorani nel genere horror è l' ultima rappresentante "coerente" della Gioventù Cannibale. Nelle sue pagine, spesso ad alto contenuto erotico, si mescolano terrore e romanticismo, baci appassionati e lame affilatissime in agguato nell'oscurità. 

La Teodorani è un’autrice importante, pur senza aver goduto del successo di altri colleghi rappresentativi degli anni ’90: il suo rimanere all’interno di un genere – l’horror – di non molta fortuna autoctona e vicina a un campo espressivo quale quello dei fumetti da noi considerato minore (ingiustamente, ma tant’è...) non le ha giovato, restringendo il campo dei lettori ai fan del genere. E tuttavia proprio nella prospettiva della capacità di uno scrittore di saper scrivere non solo per l’hic et nunc è giusto individuare nella Teodorani una capacità comunicativa maggiore rispetto ad altri più famosi colleghi del decennio. 
Francesco Mazzetta, «Il Mucchio»

Alda Teodorani oggi è una firma, uno stile, che si riconosce soprattutto nei racconti, misura con cui l'esplosione della sua poetica si manifesta in tutto il suo ferito esistere fatto di sangue e violenza ed efferate situazioni di follia lucidissima
Gianluca Mercadante, M la rivista del mistero

Alda Teodorani rimane una scrittrice per pochi. Di quelle che sfornano racconti, romanzi, da centellinare come un vino pregiato (...)
I libri di Alda Teodorani non sono scritti per catturare lettori. Per conquistare le classifiche di vendita, per agganciare qualche compiaciuto critico di grido. Le sue pagine sono tagliate con il coltello, impastate con la trama grossa degli incubi, costruite con lo sberleffo potente della follia. Sono trame rifinite sulla lama del rasoio. Sono viaggi verso il lato nascosto della realtà, confessioni ad alta voce di demoni dal volto umano.
Amore e morte, sesso e sangue, la follia del normale e la normalità del folle, sono gli ingredienti di cui Alda Teodorani non può fare a meno. (...) Alda Teodorani scrive perché le radici del male sono dentro di lei, dentro di noi.
Alessandro Mezzena «Il Piccolo di Trieste»

Pur avendo partecipato al divertito esperimento di Gioventù Cannibale(Brolli 1997) e alla fondazione del Gruppo 13 la scrittrice è riuscita a svincolarsi da ogni tipo di canalizzazione, raccontando storie che utilizzano la mente e lo sguardo dell’assassino per appropriarsi degli elementi psicotici del killer. 
Elisabetta Mondello, La letteratura italiana degli anni Novanta

Gli eroi splatterpunk agiscono nell'interzona situata tra cronaca e immaginario, come nel caso del killer di Labbra di sangue di Alda Teodorani, che si aggira per le campagne romane dando la caccia alle coppiette appartate e percependo l'amputazione delle parti intime e la loro conservazione come elemento pacificatore delle proprie turbolenze. In Le radici del male della stessa Teodorani, la crudeltà del serial killer riesce a traumatizzare anche il lettore più indifferente, invischiandolo in una spirale di morte, sesso e depravazione.
Marianna Mollo, in La narrativa italiana degli anni Novanta a cura di E. Mondello

L’anima dei personaggi aleggia spesso fra le pagine di questi racconti. In alcuni casi si tratta di fantasmi, in altri si tratta di strane entità, ma l’anima più tormentata e perversa è senza dubbio quella degli uomini che, in limine mortis, vengono chiamati a rispondere dei delitti compiuti. Allora, le parole di Alda risuonano severe e implacabili. Mi viene in mente la psicostasia, l’antico rito funerario con cui gli egizi pesavano l’anima dei defunti: da un lato l’anima, dall’altro la piuma, il simbolo della giustizia.
Mariachiara Moscoloni, Continua a leggere...

Quindici brani, altrettanti desideri che esplorano i confini quanto mai tenui tra erotismo e orrore, amore e ferocia, passione e follia. Chi conosce e apprezza il lavoro di Alda teodorani – scrittrice sanguigna che attraversa di continuo i territori dei diversi generi senza mai farsi catturare da nessuno di essi – non potrà fare a meno di lasciarsi sedurre dalla voce di Alda, una voce che finora avevamo soltanto ascoltato in silenzio tra le pagine dei suoi romanzi. 
Fabio Nardini, Cut-up

Raramente ho letto un libro come questo. Il parossismo violento della fine del rapporto d’amore, il sangue che imbratta ogni cosa e perfino il congiungimento carnale post mortem, non tolgono nulla alla carica di erotismo che percorre ogni frase della narrazione di Alda Teodorani.

Tale scelta di linguaggio consegnato alla pagina bianca di una femmina, certamente scuote nel "lettore perbene" il radicato senso del pudore. Ma così significa essere entrati in una nuova fase dello sviluppo artistico contemporaneo e Alda Teodorani ce lo dimostra quasi con ingenuo candore.
Giovanni Nocentini, Silvio Ramat, Neuro Bonifazi, Lia Bronzi, Giorgio Luti, Sirio Guerrieri
Storia della letteratura italiana del XX secolo - Helicon, 2000 

l’Amore che si dà nella morte trasforma i killer veri e potenziali in segnali filosofici che mettono all’indice – e ridicolizzano – la presunzione umana (...)
Un fotografo strafatto di coca che immortala scene truculente da “snuff movies”, con donne torturate violentate uccise straziate, una pittrice che talvolta, per ispirarsi, assiste a pagamento alle tragiche scene organizzate da orrorifici ragionieri della morte; un sicario schizofrenico che aggiunge efferatezza sessuo-tanatologica ai propri “compiti” e trova ristoro affettivo solo nella passione per le piante; un commissario che si frusta davanti alla finestra aperta, di notte, per caricarsi del peso del dolore del mondo al cospetto di Dio, ergendosi ad angelo (?) vendicatore. I fili delle vicende si intrecciano, i personaggi si incrociano e si sfiorano, compressi nelle proprie psicologie estreme e notturne, rotanti attorno al binomio eros-thanatos.
Chi sopravviverà tra le maglie di questo neo-noir, strette tra delirio ipervisionario in soggettiva e sintassi secca e spoglia?
Silverio Novelli, «Avvenimenti» 

Alda Teodorani è una scrittrice fenomenale. Mescola sangue e sesso senza fossilizzarsi 
Massimo Onza, Mammamiaquantosangue #2

Teodorani è riuscita ad esplorare realtà, incubi e inconscio componendo un’inquietante sequenza narrativa nera.
Francesca Piscedda - Analisi informatica del romanzo Belve di Alda Teodorani (Tesi)

15 Desideri ist ein Art Book, das 15 Erzählungen enthält, die sowohl gedruckt und mit Bildern illustriert sind, als auch von der Autorin (auf CD) gelesen werden, während ihre Stimme von einer eigens dafür komponierten Musik unterlegt ist. Es handelt sich um ein hybrides Gebilde aus Text, Klang und Bild. Die Erzählungen könnte man mit „noir erotico“ beschreiben. Ich möchte diskutieren, ob dieses von der Autorin erfundene genre als postmoderne Prosa an der Grenze zur Poplyrik beschrieben und historisch verortet werden kann und ob damit eine neue Strömung in der italienischen Literatur
Stefanie Rubenis (München)
15 Desideri von Alda Teodorani – ein Audio Art Book
Relaziioe al congresso XXIX. Deutscher Romanistentag - Europa und die romanische Welt
Saarbrücken, 25. - 29. Settembre 2005 - Congresso Europeo della letteratura romanza Universität des Saarlandes (su 15 desideri)
http://www.uni-saarland.de/fak4/romanistentag/sektionen/abstracts/abstracts14.htm

Tutto d'un fiato come una sorsata di sangue. Ogni capitolo come il battito d'ali di un pipistrello. Una lettura che scivola via veloce come acqua putrida che tracima da un pozzo rigurgitante cadaveri. "Incubi" (Halley editrice) è l'ultima fatica di Alda Teodorani, talentuosa capofila dell'horror italiano. Più che un romanzo di genere, è un diario nato dalla fine di un amore, che racconta le mostruose allucinazioni di un'estate. Un rosario di brevi ossessioni da sgranare agilmente, in fretta. Una teoria di "quadretti" orridi che si lasciano ammirare dal lettore con facile soddisfazione. La scrittrice è protagonista del suo viaggio all'inferno. Un percorso lastricato di brividi e fremiti tra vita e morte, eccitazione e paura, attrazione e repulsione. Una Roma trasfigurata e fiabesca fa da sfondo alla maggior parte degli incubi narrati, popolati di mostruosi assassini che infestano la metropolitana e fetide vecchiette che vendono poesie estratte da un canestro per qualche moneta, ville che si trasformano in cattedrali gotiche e spettacoli all'aperto che diventano orge sabbatiche vibranti di sesso e sangue. Il tutto punteggiato da numerosi riferimenti letterari, musicali e cinematografici, con Mario Bava, i Cure e Baudelaire a far da veri e propri numi tutelari 
Ulisse Spinnato Vega, su romaone.it

Si tratta di quindici racconti che trasportano nell'universo di una sessualità femminile senza veli, dai toni forti e talora ammiccanti al sadomaso o al fetish. L'autrice, che qualcuno ha già definito la 'dark lady' della letteratura gotica, accompagna la lettura delle pagine scritte con un cd audio in cui si può ascoltare la sua voce che interpreta i racconti. In sottofondo, le musiche originali di Mirko Fabbreschi. 
Patrizia Tamarozzi, «Friendly»

Alda Teodorani è donna bizzarra e mi piacerebbe averla come amica, per poterci andare in giro, ma rigorosamente di notte

Di Alda Teodorani ricordo bene il bel voto che le appioppai a “Una questione di genere” per “Anime nere reloaded” con il relativo giudizio “Finalmente un po’ di sorriso, un po’ di ironia! Sul noir metropolitano, su quello rurale, sull’horror di una città metropolitana. E sull’horror in famiglia che va tanto di moda. E anche, se Dio vuole, sugli scrittori che sono tutti pazzi e ci metto la firma. Brava Aldina”. Voto 8 (non la conosco nemmeno tanto per dirvi della mia faccia tosta). Sul suo sito o blog trovai poi l’espressione Pfuiiii, mi pare, come a dire che l’aveva scampata grossa, lasciando intendere di avere capito e accettato lo spirito del mio “gioco” (chiunque si fosse sentito, invece, offeso avrebbe potuto rispondermi a tono nel forum). In questa antologia abbiamo di suo “Il sangue dell’anima”, storie di vite spezzate, di amore e tradimento, di assillo e ossessione, di gelosia, solitudine, sesso e morte. Di liberazione e assassinio. Un bel racconto. 


La relazione amorosa è vissuta come un’aggressione violenta, e la Teodorani organizza i termini di sangue, anima, raccapriccio e impegni didascalico-moraleggianti in due coppie di opposti, che la rendono una scrittrice a dir poco coraggiosa. L’orrore è generato dalle lame di un assassino che sceglie di servirsi della sola dimensione terrena per espellere qualsiasi fantasma soprannaturale, e il sangue è la metafora grottesca e struggente di un amore totale nei confronti del maschio. Con il suo approccio “cannibalesco”, ai limiti del raccapriccio, la Teodorani non lascia spazio alla purificazione ma riporta l’attenzione su un’umanità dominata dalle cose e dall’abbandono dell’intimità.
Liliana Talamo 

Bei personaggi ci sono anche nei racconti di Alda Teodorani (il giustiziere della stazione Termini.
Sebastiano Vassalli, Il Corriere della Sera


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